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MUSICA AL LAVORO 2009-2010
Salone "N.Mandela" della Camera del Lavoro, via XXIV maggio 18, Piacenza
19/11/2009
- Ore 21.30 Ingresso
€. 15,00 - Ridotto
soci Arci e iscritti Cgil €. 12,00 ASCANIO
CELESTINI: “Il razzismo è una brutta storia”
Si tratta di
uno spettacolo teatrale che Ascanio Celestini ha prodotto appositamente per
l’Arci Nazionale. Lo spettacolo tratta il
pregiudizio della diversità proprio attraverso il linguaggio razzista
sostenendo che inventare il diverso è una capacità tutta culturale ed
totalmente innaturale. Il razzismo è una brutta
storia. Si intitola così lo spettacolo che l’autore di “Scemo di guerra” e
di “Pecora nera” porta in giro per l’Italia. Debutto a Viterbo, il 24
settembre, al Cine-teatro “Il Genio”. E poi il 20 ottobre al Circolo Arci di
Grassina (Firenze), il 21 all’Auditorium Paganini di Parma, il 22 al
Cenacolo francescano di Lecco, il 19 novembre alla Camera del Lavoro di
Piacenza, etc… Ultima data a Bagno di Romagna, Teatro Garibaldi, il 29
novembre. Una tournée pensata come una campagna contro il razzismo. Promossa
dall’Arci, con la collaborazione della Casa Editrice Feltrinelli. Un viaggio nel linguaggio
razzista, usato con incoscienza o con compiacimento. Nei tic, negli
automatismi, nelle paure («che poi sono le stesse nostre») del razzista
medio. Quello che proprio perché è consapevole di vivere un conflitto inizia
dicendo «Io non sono razzista...». Imparare a fare l’orecchio alle sue
parole - spiega Celestini - è lo scopo dello spettacolo: «Perché è come in
guerra, una partigiana mi ha raccontato che quando le hanno sparato la prima
volta non capiva perché non riconosceva il rumore delle pallottole». Ecco
allo stesso modo - dice Celestini - noi dobbiamo imparare a riconoscere il
«rumore del razzismo». Entrare in certi automatismi e scardinarli.
Impadronirsi della narrazione che sta dietro a certi comportamenti. Perché
il razzismo, appunto, è anche e soprattutto una «gran brutta storia». Un
modo mistificatorio di raccontare l’altro. «Goebbels diceva: “Ripeti una
bugia molte volte, alla fine la trasformi in una verità”».
26/12/2009
- Ore 17.00 Ingresso
gratuito Spettacolo
per bambini con i “Burattini di Marion”
"Steudia Dimmo, che t'an
sarè mej un cojon!" mi dicevano in famiglia, per riscattare la loro vita
di tribolazioni. E' il figlio di Marion che ricorda e racconta le tappe di
quella metamorfosi che ha letteralmente rovesciato sia il tipo di lavoro che
le sue abitudini di vita. "Così ho diligentemente studiato, lavorato in
ufficio, snobbato tutto ciò che era parte viva della mia tradizione
familiare. Quando nel '75 mio padre iniziò declinare le chiamate, per
smettere definitivamente il mestiere di burattinaio, mi è dispiaciuto. Per
la prima volta, in vita mia, ho pensato ai burattini con stima:
riguardandoli nella cassetta ho visto pezzi di legno inanimati e già un
tempo vivi, che mai più avrebbero avuto vita. Per cent'anni avevano ballato,
cantato, vissuto, bastonato, detto lazzi, parolacce... ora pezzi da museo.
Mi sono accorto che li amavo, che forse anch'io c'ero un pò tagliato e
imparavo con facilità da mio padre la cadenza, il timbro del dialetto, il
carattere...". E così dopo 15 anni di altra professione, il figlio Dimmo e
la moglie Anna Rosa hanno rispolverato "baracca e burattini", rinnovato il
repertorio, il linguaggio, guardando ai bambini con proposte di spettacolo
che li coinvolgessero in modo interattivo. Pur nel rispetto di una
tradizione dove Sandrone è ancora Sandrone, Fagiolino gira sempre con il
bastone, la Pulonia sdentata incarna la befana di sempre, in un mondo
popolato ancora dalla Minghina, dai Diavoli, dalle Streghe. dai Briganti...
Dimmo, insomma, grato e coraggioso figlio d'arte, continua a mietere
successi e applausi un po’ ovunque.
26/12/2009
- Ore 21.30 Ingresso
unico €. 7,00 BLUE
GOSPEL Joanne
Maloney, voce Carmelo Tartamella Trio
Joanne Maloney, vocalista e
cantautrice, è originaria di Oakland, California (USA). Canta standard jazz
e blues fin da bambina, accanto al padre pianista. Da giovane studia
musica, chitarra e pianoforte. Si è sempre distinta per una notevole
presenza scenica e per la sua voce "blues" che cattura ed emoziona il
publico. Ha cantato da solista con numerose formazioni musicali, da one
woman show alle Big Band, sia negli USA che in Italia. Concerto di questa solista
americana che propone, accompagnata dalla sua ritmica, un repertorio di
musica gospel tradizionale.
15/01/2010
- Ore 21.30 Ingresso
unico €. 7,00 Nel segno
di Faber “Due ore
di libertà” Concerto
in omaggio a Fabrizio De Andrè
“Due ore di libertà” nasce
dalla volontà di ripercorrere le tappe più rappresentative dell’opera di un
uomo che tutti hanno definito poeta, pochi poeta dei criminali, pochissimi
poeta delle minoranze, quasi nessuno poeta dei liberi individui. Un viaggio
storico attraverso l’Italia del dopo guerra e le drammatiche tensioni
sociali tra la classe operaia e quei borghesi che per quanto si credano
assolti sono per sempre coinvolti, delle persone che quegli anni hanno
vissuto, subìto, come la bambina di Via del Campo che vende a tutti la
stessa rosa. Un viaggio passionale che
racconta l’amore omosessuale di Andrea come l’amore non adulto di un giovane
anarchico. Un viaggio umano a testimonianza delle profonde convinzioni del
cantautore genovese spaziando dalla constatazione della totale inefficienza
dello Stato che, di fronte alla malavita, si costerna, si indigna, si
impegna poi getta la spugna con gran dignità, alla smisurata fede non nella
Chiesa ma in un Dio di misericordia che ha creato un Paradiso soprattutto
per chi non ha sorriso. A conduzione di questo
incantevole percorso la voce e la chitarra di Massimo Ceriotti, classe ’66,
capace di far nascere interesse e meditazione nel pubblico che assiste allo
spettacolo senza cali di tensione. Non mancheranno brani dello
spessore di Fiume Sand Creek, Don Raffaé, canzoni della profondità di
Preghiera in gennaio, Il cantico dei drogati, Hotel Supramonte, la grazia di
Verranno a chiederti del nostro amore, il sapore dolce de La canzone di
Marinella. E ancora Il pescatore, La
ballata dell’amore cieco, Carlo martello, Bocca di rosa, Quello che non
ho, La guerra di Piero, Nella mia ora di libertà, Un giudice, Geordie, Via
del Campo, Giugno ’73, Andrea e Canzone del maggio. Il titolo deriva da una
canzone “Nella mia ora di libertà” che è nel programma. La peculiarità di
questo spettacolo è che oltre alle canzoni si raccontano curiosità, aneddoti
e testimonianze intorno alla vita dell’autore e delle ragioni che hanno
fatto nascere i brani del grande poeta genovese. Massimo Cerotti, voce Luca Volontà, sassofoni ,
percussioni e cori Flavio Piantoni, basso
elettrico
Roberto Pirola, pianoforte e tastiere
28/01/2010
- Ore 21.30 Ingresso
unico €. 7,00 Giornata
della memoria “Il Giorno
in cui ho capito” Spettacolo
di musica e parole di Massimiliano Cividati del Musaik Group
“Il giorno in cui ho capito”
è il titolo di una poesia, una poesia scritta da un ragazzo di 15 anni che
nel 1939 “frequentava” Mauthausen. Un ragazzo che dal marzo del 1939 ha
smesso di essere un ragazzo, e che nello stesso anno, alla fine dell’estate
ha smesso di fare qualsiasi cosa. Parla dello stupore, di come quel fumo,
che tutti i giorni vedeva uscire dalle ciminiere, quel fumo privo di
significato, quel fumo che apparentemente non lo riguardava, una mattina
improvvisamente .... si è fatto raccontare.
“Il giorno in cui ho capito”
è un piccolo viaggio, fatto di parole semplici, parole capaci, come si
augurava Calvino, di “aprire tangenze”, far nascere delle domande e non
dare delle risposte. Un viaggio nella malattia
che noi conosciamo come GUERRA e nella sua cura, che speriamo si chiami
PACE. Considerando la “GUERRA”
come una “MALATTIA” cercheremo di seguirne l’iter: i primi sintomi, il suo
conclamarsi ….. fino alla guarigione. Abbiamo deciso di accostare
frammenti di testimonianze, poesie e brani appartenenti a epoche, culture e
aree geografiche molto diverse tra di loro perché crediamo che sia
importante rendersi conto che 50 anni e 12.000 chilometri non siano
sufficienti a cambiare la natura di un’esperienza e che, il messaggio più
forte debba essere: “Non importa quale sia il tuo colore, la tua fede
politica, che cosa mangi o quanto guadagni, non importa che le tue strade
siano affollate da cavalli o lussuose automobili, la GUERRA è SEMPRE UGUALE,
e uccide!”. Abbiamo selezionato i testi
dopo un’attenta ricerca cercando di tenere sempre ben presente che saranno
dei ragazzi coloro che dovranno ascoltarli, cercando quindi di alternare
parole semplici, facili da recepire e ricche di immagini, ad altre più
ricercate, alternando la ‘leggerezze’ alla ‘riflessione’, perché crediamo
che non abbia nessun senso fare un viaggio se si parte in 50 e si arriva in
5.
Tra gli altri useremo le
parole di Calvino, Brecht, Borchert, Levi, Edith Bruch, M. Moore ..... e
molte, molte testimonianze di anonimi, persone semplici che hanno vissuto
l’orrore della guerra e la gioia della pace dal basso, testimonianze sul
regime fascista, quello stalinista ... sui desaparecidos argentini,
testimonianze di ragazzi spediti in Iraq.
19/02/2010
- Ore 21.30 Ingresso
unico €. 7,00 Omaggio a
Nello Vegezzi LA RIVOLTA
E L’INCANTO Studio su
Nello Vegezzi
Scritto diretto e
interpretato da: Simone Baldassari, Nicola
Bizzarri, Paolo Mazzocchi, Silvia Tinti, Virginia Zini Testi di Nello Vegezzi
Nello Vegezzi ha
concentrato la sua poesia sulla condizione dell’individuo in rapporto allo
Stato, sulle ripercussioni del giudizio, della cultura e dell’educazione
cattolica sull’uomo e sui suoi istinti primari. Ha raccontato della violenza
e della castrazione che ci pervadono nel vivere sociale. Ha scritto delle
nostre pulsioni più primordiali celebrandone la forza e identificandole con
l’essenza più profonda dell’essere umano. Legato da un grande amore
per la natura, ha scritto con parole dal colorismo terroso e vivido e con
una potenza evocativa plasmata proprio sul mondo vegetale e animale:
violento e insieme delicato e fragile. Abbiamo voluto raccontare la
poesia di Nello, cantore dell’individuo, attraverso il teatro, che celebra
la forza del gesto e che per sua natura è un evento collettivo. Nel farlo
abbiamo giocato col filo che tiene insieme gesto, parola, individualità e
collettività, lo stesso su cui forse camminava Vegezzi: il filo sottile
della contraddizione. E’ una contraddizione che nella sua poetica si
rintraccia in una una sorta di estetica della violenza: una costante ricerca
di un’armonia in mezzo a quest’aggressività, questo sporco, questo buio. E
forse sotto lo sguardo lucido e analitico su una realtà aggressiva e
castrante, sopravvive un testardo ottimismo, confinato in un angolo remoto
di ogni essere umano: l’anelito alla libertà.
05/03/2010
- Ore 21.30 Ingresso
gratuito donne, €. 7,00 uomini Festa
delle Donne Debora
Villa in “TUTTO
QUELLO CHE NON AVRESTE VOLUTO SAPERE SULLA DONNA.......MA IO CI TENGO A
DIRVELO”
Il nuovo spettacolo di
Debora Villa parte da poche e semplici domande: qual’è la situazione della
donna ai giorni nostri? È davvero cambiata dai tempi delle caverne o ci sono
ancora inquietanti analogie con le nostre sorelle preistoriche? Come siamo
finite qui? Da dove arriviamo? Chi siamo veramente? Secondo voi ci hanno
prese per il culo? O c’è stato davvero un punto
di svolta? E quand’è stato il passaggio dal punto croce al punto di svolta?
Che forse distratta come sono me lo sono perso… Per rispondere a questi
annosi quesiti Debora vagabonderà nella storia antica a recente, nella
letteratura, nelle favole e nelle cronache, nel cinema, nelle pubblicità e
nelle canzoni in tutto quello che serve per cercare di capire perché,
nonostante tutto questo cianciare di femminismo, diritti delle donne e quote
rosa fa più notizia Patrizia D’Addario (che tutti sappiamo chi è) di Anna La
Sorella che ha scoperto il gene contro il tumore al cervello, quest’estate,
proprio quando la D’Addario aveva mille copertine. Perché? I maschi sbuffano? Buttano
gli occhi al cielo? Non ce la fanno più di sentir parlare di ‘sta roba? Abbiamo sei, settemila anni
di storia da recuperare… per cui mettetevi comodi che andiamo a cominciare.
Attrice e cabarettista,
Deborah Villa, attiva sia in teatro che in televisione ha partecipato a
trasmissioni come Colorado Cafè, Zelig, Camera Cafè, le Iene ed
altro.
Questo spettacolo è un
monologo in cui al Villa con senso ironico racconta la figura della donna
nelle sue svariate sfaccettature in questo nuovo secolo.
22/04/2010
- Ore 21.30 Ingresso
unico €. 7,00 Gruppo
teatrale “Le Stagnotte” Spettacolo
per celebrare il 65° della Liberazione LA STORIA
DI ANNA
La storia partigiana
piacentina è ricca di figure femminili che hanno intessuto una fitta rete di
solidarietà e di lotta, silenziosa quanto importante. Dalle testimonianze di
donne che hanno lottato per la liberazione delle nostre terre, nasce il
racconto “La storia di Anna”. Un racconto musicato (o un
concerto narrato) che si avvale della forza della musica per evocare
sensazioni ed emozioni. Parole musica immagini fuse insieme per portare in
scena il contributo che le donne hanno saputo dare alla lotta partigiana e
alla Resistenza. Un omaggio alla loro straordinaria eppure semplice capacità
di vivere valori profondi nelle difficoltà di ogni giorno.
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